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Il sito ufficiale di Virginia de Winter
La cover PDF Print E-mail
Written by DittAutrice   
Monday, 13 March 2017 21:03

Come promesso, ecco la copertina. Spero solo di essere riuscita a postarla senza mandare per aria l'html come al mio solito. Ci siamo quasi, aprile è arrivato senza che quasi me ne accorgessi.

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Last Updated on Tuesday, 14 March 2017 19:54
 
Annunciazione annunciazione PDF Print E-mail
Written by DittAutrice   
Sunday, 12 March 2017 19:30

Ciao a tutti,
dopo aver fatto almeno otto tentativi mi sono finalmente ricordata la mia password e adesso sono qui a darvi una notizia mentre, alla televisione, delle fortunate creature scelgono ville vista oceano nel sud del Messico.
Perché non sono anche io nel sud del Messico a bere roba colorata con tanti ombrellini sopra?
Ok, non divaghiamo.
Ecco, avrete capito dall'immagine che sta succedendo qualcosa: ad aprile quindi praticamente tra qualche settimana (ignoro la data precisa altrimenti ve la riferirei) uscirà in libreria un mio nuovo romanzo.
Cosa dire? Anzitutto lo pseudonimo sarà diverso, non pubblicherò come Virginia de Winter ma con il nome di Serena Nobile.
So cosa state per dire (un altro?! Questa è cretina... Secondo me soffre di sindrome da personalità multipla) ma cercate di capire il mio dramma:
l'altra sera a tavola, mia madre si gira e mi fa, con delicatezza: "Come ti chiami, cara?" e io "MAMMA! Ma che razza di domande fai?". E lei per tutta risposta: "Così almeno so come trovarti in libreria ...adesso aiuta tuo padre a sparecchiare".
Tragedie domestiche a parte lo pseudonimo è diverso perché questo romanzo sarà molto differente da quelli pubblicati fino al momento.
Di che si tratta? Ottima domanda a cui vorrei trovare una risposta semplice ma, come ben sapete, non ho esattamente il dono della sintesi. Si tratta di una contemporary fiction (si chiamano così?), con contaminazioni di romance, suspence e commedia. Almeno credo. Poi mi direte voi se avrete il coraggio di leggerlo.
Siccome, ribadendo quanto sopra, è davvero diverso dal consueto repertorio di morti che sfilano nel solito panorama di cimiteri, vi consiglio di dare un'occhiata alle anteprime. Con Amazon, per esempio, è facile: cliccando sulla copertina del libro si possono visionare le prime pagine e farsi un'idea.
Anyway, tanto per riassumere la situazione è questa:
Nome: Serena Nobile
Titolo: Quello che i tuoi occhi nascondono
(classico caso in cui il titolo è più lungo del libro)
Editore: Harper Collins



Domani dovrei avere una copia della copertina e, se gli acari della polvere che dimorano nei miei fascicoli non si oppongono, sarò felice di mostrarvela.
Colgo l'occasione (chissà quando mi ricorderò nuovamente la password) per ringraziare tutte le persone che sono venute a trovarmi in occasione delle presentazioni de La Spia del Mare. La vostra presenza e il vostro calore mi ha commossa e cullata. Grazie con tutto il cuore, sono momenti che non dimenticherò mai.
Ci sentiamo prestissimo con la cover del nuovo libro, intanto io torno a compiangermi e a chiedermi perché non sono nel Messico del sud...

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Last Updated on Monday, 13 March 2017 12:32
 
Il Cammeo di Ossidiana [fu Oscure Gioie] PDF Print E-mail
Written by DittAutrice   
Monday, 18 January 2016 21:22

 

 

A volte ritornano, tipo i morti e tipo me, questa volta con una buona notizia e dopo aver recuperato per pura e semplice intercessione altrui la password di questo sito (ho superato me stessa anche questa volta, sono molto fiera).
Molti di voi si erano accorti della sua scomparsa da Amazon e mi avevano scritto per chiedermi che fine avesse fatto. Sto parlando del mio romanzo ambientato nell’età vittoriana e che sfiora la Londra di Dorian Gray. Dopo aver detto molte volte che ne avrei dato notizie, eccomi finalmente ad annunciarne l’uscita.
Quello che una volta era Oscure Gioie, il 29 febbraio – salvo guai e/o eventuali catastrofi - nella collana eLit di HarperCollins Italia uscirà con il titolo “Il Cammeo di Ossidiana” e sarà disponibile nella sua nuova veste in formato digitale.
Per me è stato bellissimo rimettere le mani su questo romanzo che ho adorato scrivere. Con l’occasione mi sono anche recata a Londra dove ho svolto accurate ricerche tra tombe e pub come di seguito vado a documentare per immagini.

(Qui sotto a sinistra, per esempio, potete ammirare il ritrovamento di una serie di bicchieri vuoti all'Angel Inn che ci ha fatto uscire dal suddetto pub molto allegre e culturalmente ispirate, della serie: finalmente una gioia).

Tra una merendina con bagel al manzo salato e sottaceti, mia sorella che si sfondava da Wasabi a orari improponibili, calze a Palline di Primark di mia Nipota e sortite da Oxford di Pamela, un nipotino biondo, la sorellina Annalisa e un cognato musicista che prepara una superlativa english breakfast (Hi, Stephen. Big Bro, we love your scrambled eggs!) - durante una visita a Highgate ho finalmente potuto trovare gli echi di un periodo che amo da morire e di cui leggo qualsiasi cosa e in cui, naturalmente, adoro ambientare romanzi come questo.

 

(Qui a destra potete apprezzare un altro documento fotografico di una certa levatura fornito da mia sorella.)

 

 

 

In ogni caso, ci siamo perse, ci siamo infangate e abbiamo vagato tra le tombe. La guida - la bravissima Angie Norman di Highgate il cui braccio compare in molti dei nostri scatti – ha seriamente rischiato di ucciderci e lasciare i nostri cadaveri in qualche fratta dietro una lapide ottocentesca, perché rallentavamo sempre il gruppo. Io mi sono proprio persa nei pressi di una catacomba, modello eroina stordita di uno dei miei libri. Tutto questo però mi ha permesso di tornare a casa con un bottino di aneddoti, uno spicchio della Londra che fu ma che sempre continua a esistere da qualche parte nel nostro immaginario come il momento, sospeso tra i fasti del passato e un progresso simile alla magia, in cui tutto era potenzialmente possibile.

Alcuni di questi aneddoti sono andati ad arricchire la nuova edizione di questo libro, altri li tengo in serbo per altri con cui spero di affliggere il mio prossimo. In ogni caso, penso non ci sia niente di più bello di un capitolo felice della tua vita che diviene un capitolo di uno dei tuoi libri.

Con amore, per chi è sempre con me nei miei viaggi reali e per chi come voi mi accompagna sempre in quelli immaginari in giro per cimiteri e catacombe.

(<- Qui mi sono persa con un povero signore russo. Abbiamo girato in tondo per un quarto d'ora perchè il viale era circolare. Ci ha ritrovati sua moglie che lo ha insultanto nella lingua degli zar mentre io mi davo alla fuga...).

 

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Last Updated on Monday, 25 January 2016 09:16
 
I cimiteri di Oscure Gioie, Brompton PDF Print E-mail
Written by DittAutrice   
Sunday, 16 February 2014 19:51

Sono stata la prima volta nel cimitero di Brompton nell'estate di qualche anno fa che Oscure Gioie era già scritto e al sicuro nel metaforico cassetto.
La sensazione di muoversi in un luogo che avevo studiato, osservato nelle immagini moderne e in quelle d'epoca, misurato con passi immaginari e tempi ipotetici è stata una sensazione quanto mai bizzarra.
Ho percorso almeno tre volte il viale principale, che nella mia immaginazione era più esteso di quanto non fosse in realtà; mi sono soffermata davanti alle porte che Nathan ha forzato coi suoi grimaldelli mentre Colin apprezzava i ferri del mestiere che, a suo parere, avrebbero potuto scassinare anche la Banca d'Inghilterra ("The Old Lady of Threadneedle Street").
Prima di scegliere Brompton come scenario di una parte di Oscure Gioie ho fatto delle ricerche e, successivamente, scartato Highgate e Kensal Green (che poi ho utilizzato in un altro romanzo ancora inedito). Ho potuto constatare di persona come il viale principale offra una veduta ispirata alla Basilica di San Pietro a Roma, con la sua cupola e un porticato a colonne. Il fatto che fosse dotato anche di catacombe con un'entrata così suggestiva mi ha fatto quasi piangere per la gioia.
I cimiteri inglesi, specialmente quando si parla dei Magnificent Seven, possono accendere la fantasia di chiunque. Pensate poi che delizia scoprire che anche alcune scene di Sherlock Holmes e di uno dei miei film preferiti, Eastern Promises, furono girate qui.

Vi lascio con alcune fotografie che ho scattato quel giorno, omettendo quelle in cui mia sorella spunta con la sua borsetta lilla dietro croci alte il doppio di lei.

Da Oscure Gioie

«Un cimitero, signore».
«Spero almeno che sia Highgate», disse Seymour. «Non credo sopporterei uno di quei posti plebei che voi due sembrate amare tanto. Almeno Highgate è frequentato benissimo».
Appoggiò con grazia la tazza vuota sul vassoio che un cameriere gli avvicinò in silenzio e scosse il capo quando quello gli offrì ancora la teiera.
«Brompton, signore. Penso che sia abbastanza aristocratico», disse Nathan ed era anche possibile che nel suo tono di sincero rincrescimento fosse nascosto un micidiale sarcasmo. In ogni caso la voce era così piatta che era impossibile dirlo con certezza.

 

«Sono stupita di vedervi qui, Lord Darlington. È morto qualcuno di recente?», gli domandò con una voce e un’occhiata che lasciavano poco spazio a fraintendimenti in merito alla consolazione che intendeva nel caso offrire.
«No», rispose Sebastian, laconico, «ma sembra che io mi stia apprestando a colmare questa lacuna».
Svoltarono lungo i viali alberati nella pace perfetta interrotta soltanto dal verso degli uccelli e dal frusciare di qualche animale che si muoveva tra la vegetazione rigogliosa anche se offesa dai rigori dell’inverno.
Sulle lapidi e le cappelle il gelo conservava ancora traccia della neve del giorno precedente.

«Sono stupita di vedervi qui, Lord Darlington. È morto qualcuno di recente?», gli domandò con una voce e un’occhiata che lasciavano poco spazio a fraintendimenti in merito alla consolazione che intendeva nel caso offrire.
«No», rispose Sebastian, laconico, «ma sembra che io mi stia apprestando a colmare questa lacuna».
Svoltarono lungo i viali alberati nella pace perfetta interrotta soltanto dal verso degli uccelli e dal frusciare di qualche animale che si muoveva tra la vegetazione rigogliosa anche se offesa dai rigori dell’inverno.
Sulle lapidi e le cappelle il gelo conservava ancora traccia della neve del giorno precedente.

Si inoltrarono sotto un lungo porticato a colonne invaso di edera, una densa cortina di foglie ombreggiava il lato aperto, sbarrando il passo alla scarsa luce del pomeriggio e immergendolo in una sera precoce. Un angelo a guardia di un’alta croce spiò il loro passaggio verso uno spazio aperto irto di colonne e lapidi che emergevano nella vegetazione bruciata dal freddo, circondate da cancelli neri e basse staccionate irte di lance.

 

 

Una scalinata di pietra bianca scendeva verso una cancellata buia e sbarrata. Nathan senza dire una parola porse la lampada a Raven e tolse dalla tasca una collezione di grimaldelli che era reato soltanto concepire.
Colin si lasciò sfuggire un basso fischio. «Dove avete trovato una cosa del genere? Sembra in grado di scassinare anche la Vecchia Lady di Threadneedle Street».
«Il dono di un vecchio cliente, signore, lui avrebbe dovuto in ogni caso abbandonare l’attività».
«Come mai? Gli affari dovevano essere floridi».
«Stava per essere impiccato, signore».



 

 

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Last Updated on Sunday, 16 February 2014 19:59
 
I cimiteri di Oscure Gioie, Highgate PDF Print E-mail
Written by DittAutrice   
Monday, 10 February 2014 22:53

Ho sempre avuto un debole per i cimiteri inglesi. Qualcuno forse ricorderà che molte delle foto pubblicitarie di Black Friars e la copertina della novella Le soglie del buio sono ritratti scattati al Cimitero Inglese di Roma.
I cimiteri londinesi sono luoghi affascinanti dove la malinconia assume una sfumatura di pace e vivi e morti si fanno compagnia. Alcuni di essi, come Nunhead e Highgate sono luoghi dalla bellezza selvaggia e aggraziata, dove selve di sterpi scuri fanno da sfondo ad angeli di pietra e alle lapidi che vegliano in quel silenzio perfetto e profumato di muschio e umidità.
Nunhead, dove mi trascinò la mia amata sorellina alla fine di una vacanza insieme, comunica un delizioso senso di angoscia e ha un'intera sezione dedicata alle sepolture delle star del Music Hall. Dai cancelli esterni si scorge in lontananza la Ruota panoramica di Embankment.
Alle spalle hai il silenzio della morte, la quiete di chi passeggia nei cimiteri; davanti a te il salotto del Tamigi e la sua vita ininterrotta fatta di turisti e artisti di strada. Di Nunhead ho intenzione di parlare - se sarò fortunata - in un altro libro che vado pian piano scrivendo. In Oscure Gioie invece il prologo si apre in una notte di luna ad Highgate che, Colin Seymour, uno dei personaggi del libro, non esiterebbe a definire il corrispondente cimiteriale di Mayfair.
Highate moderna è un sobborgo elegante, fatto di case che si allungano come una fila di bomboniere con una simmetria tipicamente inglese di giardini ordinati e cottage che sembrano usciti da un libro per bambini. Per raggiungere l'ingresso al pubblico si costeggia un lungo tratto del cimitero. Al di là della recinzione a sbarre, le lapidi, le croci e le statue si annidano nell'ombra in alcove di fogliame incolto. Sono le zone meno frequentate del cimitero, quelle complicate da raggiungere perché lontane dai sentieri battuti e i classici luogo dove hai timore a fissare qualcosa troppo a lungo perché hai sempre la sensazione, quando distogli lo sguardo, di scorgere qualcosa che si muove ai margini del tuo campo visivo.
Te ne vai col batticuore e sicuro, anche senza esserne pienamente consapevole, che qualcosa sopravviva tra quei monumenti silenziosi di un tempo che hai visto solo nei libri.


Da Oscure gioie.

"La luna alta nel cielo era luminosa al punto di accendere di riflessi l’erba scura e il braccialetto di perle al polso della giovane donna.
La pace del cimitero era perfetta, il silenzio interrotto soltanto dal verso di un’upupa.
«Elizabeth, non dovreste essere qui». Il gentiluomo si fermò davanti a lei, che sollevò la testa bionda per rivolgergli un sorriso seducente. L’oro zecchino dei capelli aveva perso lucentezza, pensò l’uomo, era già sbiadito."




"Il sorriso sul volto di lei si spense di colpo, sostituito da un’aria inquieta. Guardò le tombe intorno a sé, angeli di pietra che portavano sulle spalle il peso dell’eternità, occhi ciechi e fissi nel vuoto. I mausolei e le lapidi erano testimoni silenziosi della confusione disegnata sul suo bel viso.
L’upupa lanciò di nuovo il suo verso poi si staccò da un ramo e, con lentezza, volò via nella notte."

 

La pietra tombale ricoprì il terriccio rendendo la sepoltura del tutto simile alle altre e ammantando di  pace eterna quanto era appena accaduto.
Gli angeli di pietra spiccavano il loro volo congelato nella pietra o si appoggiavano a una lapide, pensosi.
Le ombre si annidavano all’ingresso delle cripte nei pressi dell’Egyptian Avenue e i morti riposavano in pace nella loro elegante dimora di Swain’s Lane, Londra.
Soltanto una voce flebile proveniva dalle viscere di una tomba, dove un cherubino incrociava le braccia snelle, incorniciando la sommità di una lapide che portava inciso un nome e dei versi di John Keats.

Lady Elizabeth Jane Harcourt, Mayfair.
Sposa ancora inviolata del silenzio.

Le foto sono della mia sorellina, Esther de Winter.

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Last Updated on Monday, 10 February 2014 23:02
 
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